
Città
e porto della Calabria, capol. di
provincia, situata a 15 m d'alt., sulla riva orientale dello stretto di
Messina; 243,5 km²; 178.736 ab. (Reggini). Sede arcivescovile (diocesi
Reggio Calabria - Bova). Si estende alle falde dei
colli digradanti dal massiccio dell'Aspromonte, parallelamente alla costa. Centro
agricolo-commerciale (agrumi, olio, vini, ortaggi),
la città è dotata di un porto bene attrezzato (traghetto per Messina), con
regolari servizi di aliscafi per la Sicilia e le isole
Eolie. Aeroporto a Ravagnese. L'industria è
prevalentemente legata all'agricoltura. Vi sorgono stabilimenti di
trasformazione dei vari prodotti agricoli; distillerie di essenze
agrumarie (la più tipica è estratta dal bergamotto) e floreali (da garofani,
rose, menta, lavanda, gaggia, gelsomini); pastifici, industrie conserviere,
lavorazione del caffè; fabbriche di laterizi, calce e cemento, cartiere,
lavorazione del legno. - ST. L'antica R. fu fondata intorno al 7 a.C. dai
Calcidesi dell'Eubea, ai quali si aggiunsero, almeno
dopo il 600, gruppi di esuli Messeni
e fu retta da un governo oligarchico. A tale regime succedette dopo vari contrasti la tirannide, instaurata nel 494 a.C. da Anassila. Alla sua morte il potere passò ai figli
minorenni, sotto la tutela di Micito (476-467), che,
alleatosi con Taranto, riprese la politica espansionistica verso nord, ma fu
gravemente battuto dagli Iapigi. La sconfitta
indebolì il prestigio dei tiranni, che, una diecina d'anni dopo (461 a.C.), vennero cacciati. La tradizionale inimicizia con Siracusa
portò infine alla sua distruzione, nel 387 a.C., a opera di Dionigi I. Ricostruita, divenuta quindi fedele
alleata di Roma, nell'89 a.C. venne eretta a municipio
e, più tardi, ricevette da Augusto numerosi coloni. Nel 410 R. fu il punto
terminale dell'invasione dei Visigoti di Alarico. Durante la guerra gotica fu importante fortezza
bizantina. Sotto l'Impero d'Oriente la città conobbe
una notevole prosperità economica e nell'VIII sec. la sua antica sede
episcopale di rito latino venne trasformata in metropolia
di rito greco. Conquistata dai Longobardi, cadde infine (1060) in dominio dei
Normanni per mano di Roberto il Guiscardo e Ruggero d'Altavilla. Tradizionalmente
legata alla Sicilia si schierò con essa nella rivolta antiangioina (Vespri siciliani, 1282). Nel
XVI sec. venne più volte devastata dalle incursioni barbaresche e turche
avviandosi a progressiva decadenza che ebbe il suo epilogo nel terremoto del 5
febbraio 1783. Occupata dai Francesi nel 1806, nel 1810 fu da Napoleone eretta
in ducato per uno dei suoi generali, Oudinot. Il 22 agosto
1860, entrò a far parte